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L'anno che varrà.
06.12.2020

L'anno che varrà.

La creatività e la vitalità sono fortemente connesse. Per questo oggi è ancora più fondamentale mantenersi proattivi.
Possiamo definirci preoccupati senza rimanere immobili, perché la paura non è fragilità, ma spirito di sopravvivenza. Esserne consapevoli significa accettare il presente, per agire. In questo momento di grande disorientamento, anche fare un piccolo passo in avanti può sembrare difficile. Rimanere fermi, però, potrà solo farci tornare indietro.
Là davanti ci sono le nostre imprese, i nostri figli.
A loro dobbiamo un futuro. E con coraggio sta a noi decidere come progettarlo, elevando il punto di osservazione, per poi avere uno sguardo concreto e lucido sugli scenari che stanno cambiando così velocemente. Non solo il nostro modo di comunicare non sarà più lo stesso, ma anche il nostro modo di essere, di pensare e, soprattutto, di fare.
Saremo tutti chiamati a costruire una nuova normalità, fatta di nuovi contesti competitivi che nessuna azienda può permettersi di rimanere solo a guardare.
Quello che ci aspetta sarà un anno come nessun altro. 

Sarà l’anno in cui dovremo tornare a dare valore al pensiero della riflessione e delle strategie, contro la logica a breve termine e l’improvvisazione.
Sarà l’anno in cui inizieranno davvero a contare le scelte per la salute non solo delle persone, ma anche del pianeta. 
Sarà l’anno in cui la digitalizzazione avrà un ruolo determinante per continuare a frequentare gli interlocutori cruciali di ciascuna azienda grazie a nuove forme di dialogo, con coerenza rispetto ai valori aziendali. 
Sarà l’anno della consapevolezza che la tecnologia è uno strumento capace di veicolare forme di contenuti in continua evoluzione, pur sempre pensati da persone per altre persone.
E sarà anche l’anno in cui poter contare su partner che siano veri consulenti, creativi e custodi dei valori di ciascun brand. Questo è il nostro mestiere: essere al fianco di donne, uomini e aziende che hanno compreso che soltanto alzando la propria visione si possa poi avere un’attenzione più lucida su ciò che oggi ci è più vicino. E che solo così si possano evolvere le strategie di comunicazione in un mondo che cambia.

Il futuro è là davanti. Andiamocelo a prendere, insieme.

Gianluca Adami

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